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La riforma Enpacl

 

L'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Consulenti del Lavoro è istituito nel 1971 con la legge n. 1100. Lo scopo è quello di erogare e gestire trattamenti di previdenza e di assistenza a favore degli iscritti e dei loro familiari.
Dal 1° gennaio 1995 l'Enpacl, ai sensi del decreto legislativo n. 509 del 1994, ha trasformato la propria natura giuridica in Ente privato di tipo associativo. Le modalità di gestione dell'Ente sono riconducibili alle norme statutarie.
Lo Statuto, deliberato dall'Assemblea dei Delegati in data 27 settembre 2012, è stato approvato con Decreto interministeriale del 22 marzo 2013, il cui avviso è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 16 aprile 2013.
Lo Statuto, per espressa condizione posta dai Ministeri vigilanti, è entrato in vigore il 1 gennaio 2013.
Con avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale delle Repubblica - Serie Generale - n. 285 del 6 dicembre 2012 è stato approvato il Regolamento di previdenza e assistenza, deliberato dall'Assemblea dei Delegati il 27  settembre 2012. Il Regolamento di previdenza e assistenza è in vigore dal 1 gennaio 2013.
 
Gli assi portanti della riforma sono:
 
  • la correlazione della contribuzione soggettiva al reddito professionale, attraverso l’applicazione dell’aliquota del 12%;
  • la determinazione della misura della pensione in funzione del montante contributivo effettivamente maturato (metodo contributivo), pro rata temporis;
  • la contribuzione integrativa determinata nella percentuale del 4% sul volume d’affari IVA, contro l’attuale 2%, ferma una misura minima;
  • il requisito di accesso anagrafico al pensionamento per vecchiaia gradualmente elevato a 70 anni per uomini e donne e la riduzione del requisito contributivo a 5 annualità;
  • il requisito contributivo di accesso al pensionamento per anzianità, gradualmente elevato a 40 anni, fermo il requisito anagrafico minimo di 60 anni;
  • sotto il profilo dell’adeguatezza delle prestazioni erogate dall’ENPACL, a seguito dell’entrata in vigore della riforma i montanti contributivi sono costituiti dai versamenti per contribuzione soggettiva (12% del reddito professionale), dai ¾ della contribuzione integrativa (4% del volume d’affari IVA) e dai versamenti facoltativi per contribuzione facoltativa aggiuntiva (cd “modularità”).
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